Prima osservazione , colei che rimane Étoile dell’Opera National di Parigi non si vergogna del suo patrimonio classico : é motivo d’orgoglio farne la pietra miliare della sua programmazione. Tutto ciò è naturale : la programmazione di nuove versioni dei “classici” ha importanti virtù benefiche per il teatro, riuscendo a riunire tutta la compagnia intorno a spettacoli ambiziosi (che registrano il tutto esaurito in sala) che permettono di elevare il livello tecnico dell’intero corpo di ballo.
Così, Jean Guillaume Bart ha proposto La bella addormentata ((produzione creata per il Yacobson Ballet di San Pietroburgo)) in chiusura di stagione 2017–2018. Benjamin Pech prepara un Lago dei Cigni per l’inizio stagione 2018–2019, Laurent Hilaire porterà a Roma il suo Don Chisciotte nell’ottobre 2019 : Marius Petipa viene messo alla ribalta sotto i riflettori, ripreso e reinterpretato dalle tre Étoile dell’Opéra di Parigi ((Benjamin Pech è tra l’altro Maître de Ballet all’Opera di Roma)).
Per ciascuna di queste produzioni sono previste ospitalità prestigiose, stimolanti per la compagnia nonché eccitanti per il pubblico. Marianela Nunez (Royal Ballet) e Vladislav Lantratov (Bolshoi) hanno ballato La bella Addormentata, Anna Nikulina e Semyon Chudin (Bolshoi) sono invitati per Il Lago dei cigni, mentre la squisita Evgenia Obraztsova (Bolshoi) e Isaac Hernandez condividono le rappresentazioni di Don Chisciotte con ballerine e ballerini della compagnia, compresa la nuova generazione che Eleonora Abbagnato vuole mettere in risalto.
Seconda osservazione : le escursioni fuori dal repertorio ottocentesco riflettono il percorso personale – e i legami di sempre – della Direttrice. Angelin Preljocaj, noto habitué dell’Opera di Parigi sotto l’era di Brigitte Lefèvre, proporrà la sua Biancaneve (Balletto in quattro atti), Jiří Bubeníček verrà invitato a proporre una nuova versione di Carmen (Abbagnato danzò quella di Roland Petit, per le due ultime riprese parigine, di cui fu interprete notevole), e una serata mista riunirà, attorno alla musica di Philip Glass, Benjamin Millepied, Sébastien Bertaud (sujet del Balletto dell'Opera di Parigi), Jerome Robbins et Giorgio Mancini, venuto dal Balletto Béjart, del quale abbiamo recensito il Tristan & Isolde in questo sito (vedere sotto) con due Étoile parigine, Mathieu Ganio e Dorothée Gilbert.
La scuola di ballo non è stata dimenticata, riunendo l’insieme delle forze del Balletto dell’Opera di Roma in un gala celebrativo in occasione del novantesimo anniversario dall’istituzione della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma il 28 ottobre scorso.
La preminenza assoluta del balletto classico e delle sue relazioni, delle aperture di repertorio centrate su coreografi di stampo neoclassico, a giudicare dagli spettacoli visti la stagione scorsa, rappresentano un lavoro approfondito che comincia a dare frutti ; senza dubbio, i fans romani del balletto seguiranno queste evoluzioni con entusiasmo e golosità.