Wolfgang Amadé Mozart (1756–1791)
Die Zauberflöte (1791)

(Il flauto magico)
Singspiel in due atti
Libretto di Emanuel Schikaneder
Prima assoluta il 30 settembre 1791 al Theater auf der Wieden (Vienna)

Direttore Giuseppe Montesano
Regia e coreografia Luca Silvestrini

Scene e luci Lucio Diana
Costumi Stefania Cempini
Assistente coreografo Simone Donati
Assistente scene e luci Eleonora Diana

Sarastro Abramo Rosalen
Tamino Antonio Garès
L’oratore – Primo sacerdote – Secondo armigero Alessandro Ravasio
Secondo sacerdote – Primo armigero Alessandro Fiocchetti
La Regina della Notte Brigitta Simon
Pamina Maria Laura Iacobellis
Tre dame Khatia Jikidze, Sarah Hakobyan, Nutsa Zakaidze
Tre fanciulli Sofia Cippitelli, Caterina Piergiacomi, Giovanni Tartufoli *
Monostatos Carmine Riccio
Papageno Levent Bakirci
Papagena Jennifer Turri

*  Associazione Corale Pueri Cantores Zamberletti – direttore Gian Luca Paolucci

Coro lirico marchigiano Vincenzo Bellini
Maestro del coro Riccardo Serenelli
Orchestra Sinfonica Rossini

Nuovo allestimento della Fondazione Teatro delle Muse di Ancona

Ancona, Teatro delle Muse, venerdì 29 settembre ore 20,30

Il flauto magico è sempre stato considerato, fin dalla sua prima rappresentazione, un’opera complessa, di cui è possibile dare molteplici letture e le cui vicende oscillano costantemente fra il comico e il tragico, con il palese intento di stupire lo spettatore. Il racconto è strutturato su componenti fantastiche e ambientato in un Egitto immaginario che, invero, è svincolato da ogni elemento reale di spazio e di tempo, cosicché diventa (o può diventare) paradigma universale. Infatti musica e libretto, in un amalgama perfetto, accompagnano i personaggi gradualmente nel loro cammino di iniziazione che porta al superamento della sfera dei sensi per tendere alla conquista finale del bene e dell’amore, immaginati in una dimensione ideale e metaforica ma capace di farsi sostanza. Nelle intenzioni degli autori bene e amore possono essere concessi all’umanità solo dopo un percorso faticoso di lotta dentro sé stessi e con chi (e con cosa) ci circonda, una lotta che comporta scelte e prove non facili da superare, in una sorta di redenzione dal buio alla luce.

Tre fanciulli:: Sofia Cippitelli, Caterina Piergiacomi, Giovanni Tartufoli

Nel nuovo allestimento del Teatro delle Muse di Ancona il regista Luca Silvestrini toglie completamente tutti i riferimenti illuministici, gli ideali massonici, i presupposti storici, gli elementi giusnaturalistici, al fine di evidenziare l’aspetto favolistico e, con esso, quello umano e sentimentale di una vicenda che dunque evita ogni intellettualismo, in modo da suscitare nello spettatore quello stupore istintivo che consente poi a ciascuno di dare una lettura personale ai fatti narrati, senza sovrastrutture obbligate. In questo sono di notevole aiuto le coreografie dello stesso regista (affidate a Martina Auddino, Carmine Di Pace, Simone Donati, Emma Paciotti) e i costumi di Stefania Cempini, che creano immagini suggestive soprattutto del serpente di inizio e fine e degli uccelli richiamati da Papageno. A completare la parte tecnica le scene e le luci di Lucio Diana : le prime sono essenzialissime, una pedana circolare rialzata e un basso fondale bianco con portone centrale, le seconde sono antinaturalistiche, a evidenziale la dimensione favolistica del racconto, una essenzialità scenica che nulla toglie alla fruibilità. Lo spettacolo scorre via piacevolmente, leggero e comprensibile, la vicenda umana e sentimentale dei protagonisti è in primo piano e costituisce il filo conduttore.

Levent Bakirci (Papageno) Antonio Garès (Tamino) Khatia Jikidze, Sarah Hakobyan, Nutsa Zakaidze (Tre Dame)

La direzione di Giuseppe Montesano ha forse messo poco in evidenza la leggerezza e la trasparenza della partitura, prediligendo un suono materico nella sostanza e allargato nei tempi, che ha ingenerato l’impressione di un certo appiattimento delle dinamiche sonore. Buona la prova dell’Orchestra Sinfonica Rossini, peraltro particolarmente portata in questo repertorio.

Maria Laura Iacobellis (Pamina) Carmine Riccio (Monostatos)

Nel cast è emersa Maria Laura Iacobellis : la sua Pamina ha voce importante, limpida e pulita, talmente nel ruolo per accento, colore e voluminosità del timbro, che accanto a lei ha un poco faticato il Tamino di Antonio Garès, soprattutto nel registro acuto, non proprio a fuoco.

Antonio Garès (Tamino)

Bravo Abramo Rosalen, il cui Sarastro è solido e udibile nelle note gravi, in grado di annullare la sua giovane età per rendere bene i panni autorevoli del maturo sacerdote-padre. Carmine Riccio ha avuto la rara capacità di rendere Monostatos credibile nei tratti voluti dagli autori (forse l’unico vero cattivo in modo irrimediabile) ma, al tempo stesso, di alleggerirlo con una ironia prettamente napoletana, cosa che ha sicuramente reso ancora più incisivo il personaggio.

 

Levent Bakirci (Papageno) Maria Laura Iacobellis (Pamina)

Levent Bakirci è Papageno, giusto dal punto di vista vocale e splendido dal punto di vista attoriale ; accanto a lui adeguata la Papagena di Jennifer Turri. Brigitta Simon è una Regina della Notte che calca sui tratti della crudeltà (a cominciare dal costume, nerissimo) e non ha difficoltà a snocciolare le agilità fino al registro sovracuto, affrontato con naturalezza. Una menzione particolare per i tre Fanciulli (Sofia Cippitelli, Caterina Piergiacomi e Giovanni Tartufoli), preparati da Gian Luca Paolucci e provenienti dalle fila dell’Associazione Corale Pueri Cantores Zamberletti. A completare il cast le tre Dame (Khatia Jikidze, Sarah Hakobyan e Nutsa Zakaidze), i due Sacerdoti-Armigeri (Alessandro Ravasio e Alessandro Fiocchetti) e il Coro lirico marchigiano Vincenzo Bellini preparato da Riccardo Serenelli.

Inizio : Antonio Garès (Tamino)
Avatar photo
Francesco Rapaccioni
Giornalista pubblicista dal 1996, segue con grande passione il teatro in genere e prosa e lirica in particolare, recensendo spettacoli e concerti sia in Italia che all'estero per testate nazionali e locali. Da anni conduce trasmissioni radiofoniche culturali su circuiti nazionali e regionali. Legge e viaggia in modo compulsivo e, al tempo stesso, dirige un piccolo teatro a San Severino Marche, in provincia di Macerata. Dopo alcuni anni negli Stati Uniti, vive oggi stabilimente in Italia, nelle Marche, dove si occupa anche di promozione culturale e turistica del territorio. Ma sempre con uno sguardo attento e curioso a ciò che accade nel mondo.

Autres articles

LAISSER UN COMMENTAIRE

S'il vous plaît entrez votre commentaire !
S'il vous plaît entrez votre nom ici