II CALENDARIO

19 maggio Concerto Anteprima
Musiche di Vivaldi (mezzosoprano Raffaella Milanesi, Silete Venti & Simone Toni)

BACCUS
Dal 26 giugno al 1 luglio

 28 giugno
Beethoven : Sinfonia Pastorale. Triplo Concerto (Orchestra della Toscana, direttore Daniele Rustioni. Francesca Dego violino, Silvia Chiesa violoncello, Maurizio Baglini pianoforte).

 29 giugno
Tango Jazz. Musiche di Girotto, Arroyo, Piazzolla, Gardel, Iorio. (Javier Girotto sax, Gianni Iorio pianoforte e bandoneon).

 30 giugno
Musiche di Braconi, Hindemith, Castelnuovo-Tedesco, Gnattali, Schumann, Bolling, Piazzolla.
(Giulio Tampalini chitarra, Simonide Braconi viola, Silvia Chiesa violonello, Maurizio Baglini pianoforte

1 luglio
Musica e risate (Dosto & Yevski in Rap-sodia, con Donna Olimpia e Blek)

 

EUTERPE
Dal 26 al 28 luglio

 26 luglio
Silvia Chiesa e le Nuove Stelle della Classica.
Musiche di Shostakovich, Respighi, Mendelssohn.

27 luglio
Piano Jazz con David Helbock

28 luglio
Musica sull’acqua (Il rossignolo con strumenti originali)

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DIONISUS

Dal 30 agosto al 2 settembre

30 agosto
Quattro pianoforti e un’orchestra per Bach (I Filarmonici Veneti e Federico Guglielmo concertatore ; Maurizio Baglini, Gianluca Luisi, Andrea Padova, Marco Scolastra, Marcello Mazzoni).

31 agosto
Il pianoforte fra Classica e Jazz
Musiche di Shostakovich, Rossini\Liszt, Bartok, Toch, Gershwin, Debussy, Chopin, Bernstein (Maurizio Baglini, Davide Cabassi, Tatiana Larionova, Jin Ju, Marco Inchingolo, Alex Trolese pianoforti).

1 settembre
Sassofono Latino Mediterraneo
Musiche di Joplin, Iturralde, Gershwin, Morricone, Pascoal, Girotto, Piazzolla. (Italian Saxophone Quartet, con Simone Zanchini fisarmonica).

 2 settembre
Quando la musica è donna.
Musiche di Debussy, Castelnuovo-Tedesco, Molinelli, Brahms (Mihaela Costea violino, Anna Serova viola, Silvia Chiesa violoncello, Alessandra Ammara pianoforte).

I CONCERTI DI NATALE
8 dicembre
Rossini : Petite Messe Solennelle
(Ensemble Vocale di Napoli, Michele Campanella  e Monica Leone pianoforte, Davide Falsino harmonium e le voci di Linda Campanella, Adriana Di Paola, Carmine Riccio, Simone Alaimo). 

9 dicembre
Il valzer tra Vienna, Parigi e Budapest
Musiche di Schubert, Ravel, Dohnanyi (Jean-Luc Votano clarinetto, Denis Simandy corno, Gauthier Dooghe violino, Ralph Zigheti viola, Silvia Chiesa violoncello, Maurizio Baglini pianoforte).

 

 

 

Amiata Piano Festival dal 19 maggio al 2 settembre, e concerti di Natale.

I compositori di cui si celebra l’anniversario, la musica sull’acqua che ispirò Beethoven e Telemann, il Novecento strumentale italiano, i giovani talenti accanto agli interpreti stellari. Ma anche jazz, tango, cabaret per grandi e piccini. Il direttore artistico Maurizio Baglini illustra il cartellone 2018 e racconta la storia del  “suo” festival dalla fondazione a oggi .

L'auditorium Bertarelli

Chi vi si reca per la prima volta è subito conquistato dal suo vivace e coinvolgente clima musicale non meno che dalla straordinaria bellezza dei luoghi. E gli assidui frequentatori dell’Amiata Piano Festival, fondato quattordici anni fa in un angolo incantevole della Toscana coperto da vigneti e dominato dal suo monte più alto, non esitano a definirlo assolutamente speciale. Per la varietà dei programmi proposti, l’incrocio di capolavori famosi e di riscoperte, la presenza di star del concertismo e di giovani nuovissimi talenti che si presentano insieme nelle più diverse formazioni.

Michele Campanella

Originale è anche l’impaginazione degli appuntamenti, divisi in tre lunghi week-end tra giugno e settembre e denominati Baccus, Euterpe, Dionisus in omaggio alla rinomata produzione di vini del territorio, offerti al pubblico dalla Cantina Colle Massari. Ai quattordici concerti estivi se ne aggiungono due in dicembre, sempre al Forum Bertarelli di Poggi del Sasso (frazione di Cinigiano in provincia di Grosseto).

Francesca Dego
 Nell’edizione 2018 il festival mette in primo piano i compositori di cui si celebra l’anniversario ovvero Rossini, Debussy, Bernstein e Castelnuovo-Tedesco. Ma il programma è, come da tradizione, molto variegato e abbraccia musiche di Bach, Telemann, Vivaldi, Beethoven con incursioni nel mondo del jazz, del tango argentino, del valzer, del cabaret d’autore.
Fra gli interpreti vi sono, per fare onore al titolo, celebri pianisti a cominciare dal suo fondatore e direttore artistico Maurizio Baglini insieme a Michele Campanella, Davide Cabassi e molti altri ; ma anche violinisti di classe come Francesca Dego, violisti eccelsi come Simonide Braconi, virtuosi del loro strumento come il chitarrista Giulio Tampalini, il clarinettista Jean-Luc Votano, il cornista Denis Simandy. E al centro la violoncellista Silvia Chiesa che è artista residente e preziosa animatrice del festival a fianco di Baglini, suo compagno d’arte e di vita.

Orchestra della Toscana

Infine, tra le orchestre brilla quella della Toscana con il direttore musicale Daniele Rustioni sul podio che, come già lo scorso anno, inaugurano la rassegna. Ma spiccano anche i Solisti Filarmonici Italiani, l’Ensemble Vocale di Napoli, l’Italian Saxophone Quartet, il Rossignolo, i Silete Venti, i Dosto & Yevski, oltre a giovani stelle della classica da scoprire in un concerto loro dedicato.

I Silete Venti

Di anno in anno il festival si è arricchito di proposte nuove e di presenze interessanti, premiate da un crescente successo di pubblico. Ma non è cambiato nell’originale identità artistica.  Lo conferma Maurizio Baglini  in questa intervista, raccontandone la nascita e il percorso fino ad oggi.

 

Maestro, vuole tracciare un breve excursus dell’Amiata Piano Festival, dalla fondazione alle fasi più significative della sua evoluzione in questi quattordici anni ?

L’idea si fece strada in me quasi vent’anni fa, quando mi recai al Festival diretto da Gidon Kremer a Loeckenhaus in Austria. Fu lì che, incontrandovi musicisti già famosi ma non inflazionati – per citarne solo alcuni, i fratelli Capuçon, Kent Nagano, Geringas – percepii una insolita dimensione del fare musica, quasi improvvisando o per meglio dire intervenendo giorno per giorno su un programma aperto a possibili variazioni e arricchimenti. Mi colpì anche il luogo, bello, ospitale, appartato rispetto alle mete più battute.  Avevo solo 25 anni e nessun progetto del genere in mente. Ne rimasi affascinato e subito desiderai realizzare un mio festival con connotazioni simili

I primi passi ?

Cominciai a esplorare zone dell’Italia di grande fascino paesaggistico ma vergini dal turismo, dove la musica potesse trovare una dimensione inusuale e una diffusione alternativa. Trovai il luogo ideale nella mia Toscana, ai piedi del Monte Amiata, dove avevo tenuto un concerto. Ma dovevo avere la certezza di un finanziamento per coinvolgere gli artisti e assicurare uno spazio per i concerti. Fu Claudio Tipa, amministratore delegato della grande azienda vinicola di Colle Massari e persona colta, interessata allo sviluppo non solo enologico del territorio, a offrirmi l’aiuto economico e gli spazi che, nei primi anni, furono le cantine di Colle Massari più una piccola sala musicale. Una volta partito e affermato il festival, arrivò il sostegno prezioso e impareggiabile della Fondazione Bertarelli, creata da Maria e Claudio Tipa e presieduta, sin dall'inizio, da Maria Iris Bertarelli. Fondazione che si occupa di promuovere e sostenere in Toscana molte iniziative nel mondo dell’arte, dell’architettura, dell’ambiente e che anche nel territorio del festival ha operato in tal senso, rimettendo in uso zone di vegetazione selvaggia, favorendo la costruzione di piccole strutture alberghiere nei luoghi giusti, ristabilendo un equilibrio ambientale. Con l’appoggio di questi sostenitori illuminati, crediamo di essere riusciti a realizzare un festival che punta allo sviluppo culturale e non si basa sul solo richiamo dello star-system. In altre parole, noi formuliamo i nostri programmi per proporli agli interpreti che consideriamo ideali, in modo che possano sentirsi coinvolti culturalmente al di là della semplice partecipazione a un concerto come tanti. Inoltre, fin dall’inizio, Amiata Piano Festival ha potuto contare su pianoforti che portano la firma prestigiosa di Fazioli. Che sia stata una strada giusta lo confermano gli artisti che abbiamo coinvolto negli anni- tra i quali Shlomo Mintz, Ramin Bahrami, Salvatore Accardo, Mario Brunello, Pietro de Maria, Sir Peter Maxwell Davies, Paolo Fresu, ma l’elenco sarebbe lunghissimo- e i compositori ai quali abbiamo commissionato opere come Marco Betta, Nicola Campogrande e Gianluca Cascioli.

Qual è stata la svolta successiva più importante ?

Senza dubbio la creazione nel 2015 del Forum Bertarelli, l’auditorium che ci ha permesso non solo di aumentare il numero degli spettatori ma di ospitarli  in una sala dall’acustica perfetta, tecnicamente all’avanguardia e accogliente da ogni punto di vista. Oggi il nostro pubblico trova le condizioni migliori per ascoltare musica e per soggiornare piacevolmente sul luogo.

Da dove arriva il vostro pubblico ?

Per il sessanta per cento è italiano di varie regioni, con il trenta per cento locale. Per il resto è straniero e la provenienza è la più varia, dai Paesi europei al Giappone.

Veniamo al cartellone di quest’anno : quali sono i punti salienti ?

Daniele Rustioni

Indicherei innanzitutto il tema della natura, che percorre una parte notevole del programma : dalla Pastorale di Beethoven affidata all’Orchestra della Toscana e al suo direttore Daniele Rustioni che, come lo scorso anno, inaugurano il primo degli appuntamenti estivi ; alla Musica sull’acqua di Telemann interpretato dall’ensemble di strumenti antichi Il Rossignolo ; e ai compositori presenti in diversi concerti che, come Debussy, alla natura si sono ispirati. Un’altra costante è il tributo ai compositori di cui ricorrono gli anniversari : Rossini, Debussy, Castelnuovo-Tedesco e Bernstein. Tributo doveroso non solo nei confronti di questi grandi musicisti ma del pubblico che è invitato a ricordarli in modo particolare. Ma come sempre abbiamo allargato il repertorio in varie direzioni : dai capolavori del barocco con al centro Quattro pianoforti e un’orchestra per Bach ; al Jazz, al tango argentino e perfino a un genere di cabaret che sotto il titolo Musica e risate possa divertire anche i bambini grazie al talento di un gruppo di musicisti-funamboli. E ancora, vorrei fosse Silva Chiesa a presentare due concerti da lei ideati : Le nuove stelle della classica e Quando la musica è donna.

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Silvia Chiesa, sia in questi programmi che la coinvolgono in prima persona sia in altri concerti del festival ai quali partecipa, spicca la presenza dei compositori italiani del Novecento ai quali lei si sta dedicando anche nella sua attività discografica. È così ?

Sì, da diversi anni coltivo con passione la musica di questi compositori, non solo per quanto riguarda il mio strumento ma nell’ampia sfera della cameristica. Come la Sonata per violino e violoncello di Castelnuovo-Tedesco, di grande ampiezza espressiva, che è al centro di Quando la musica è donna. O come il Doppio quartetto per archi di Respighi, di rarissima esecuzione, che fa parte dei pezzi eseguiti da Le nuove stelle della classica. È essenziale coinvolgere i giovani direttamente in questo repertorio e convincerli a impegnarsi nella valorizzazione di un importante periodo storico della musica italiana, in parte da riscoprire.

Come vengono scelti questi giovani strumentisti ?

All’ascolto, che a volte può essere casuale. Infatti non m’interessa sapere se hanno vinto dei concorsi ma scoprire il loro valore soggettivo.  Credo di poterlo fare, avendo una lunga esperienza di master-class in tutto il mondo

Lei è stata la prima in Italia a riscoprire e rilanciare il Concerto per violoncello di Mario Castelnuovo-Tedesco e l’ha inciso per la Sony in  occasione del 50° anniversario della morte del compositore. E il cd comprende anche i Concerti per violoncello di Riccardo Malipiero, in prima registrazione mondiale, e di Gian Francesco Malipiero con l’Orchestra Nazionale Rai diretta da Massimiliano Caldi. Quali altre incisioni fanno parte del progetto ?

Quelle dedicate a musiche di Ildebrando Pizzetti, Nino Rota, Alfredo Casella e Ottorino Respighi. Spero possano contribuire al ritorno in repertorio di questi nostri straordinari compositori. Auspicio valido anche per le esecuzioni in un festival come l’Amiata, che conta su un pubblico internazionale con ampia partecipazione di giovani

Maurizio Baglini e Silvia Chiesa
Luciana Fusi
LUCIANA FUSI è nata e residente a Milano. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, è giornalista professionista. Ha lavorato in diversi periodici Mondadori e Rizzoli, prevalentemente nel settore Cultura e Spettacolo con funzioni di caporedattore. Contemporaneamente, ha collaborato con riviste musicali tra cui Discoteca, Musica, Amadeus, Opéra International e, tuttora, Suonare News. E' stata capo ufficio-stampa del Teatro Comunale di Bologna, del Teatro alla Scala e dell'orchestra Mozart di Claudio Abbado.
Crediti foto : © Michele Maccarone (Maurizio Baglini e Silvia Chiesa)
© Orchestra della Toscana (ORT e Daniele Rustioni)
© Silete Venti

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