Teatro dell'Opera di Roma
Stagione 2019–2020

Inaugurazione 10 dicembre 2019
Repliche fino al 22 dicembre

Giuseppe Verdi (1813–1901)
Les Vêpres Siciliennes (1855)

DIRETTORE : Daniele Gatti
REGIA : Valentina Carrasco

MAESTRO DEL CORO Roberto Gabbiani
SCENE Richard Peduzzi
COSTUMI Luis F. Carvalho                                            
LUCI Peter van Praet 
COREOGRAFIA Massimiliano Volpini

 Guy de Montfort Roberto Frontali / Giorgio Caoduro 17
Le sire de Béthune Dario Russo
Le comte de Vaudemont Andrii Ganchuk*
Henri John Osborn / Giulio Pelligra 17
Jean Procida Michele Pertusi / Alessio Cacciamani 17
La duchesse Hélène Roberta Mantegna / Anna Princeva 17
Ninetta Irida Dragoti*
Daniéli Francesco Pittari
Thibault Saverio Fiore
Robert Alessio Verna
Mainfroid Daniele Centra

Titoli della stagione :
Opere
Tosca (12–21 dicembre 2019) (Morandi-Talevi)
I Capuletti ed i Montecchi (23 gennaio‑6 febbraio 2020) 
(Gatti-Krief)
Evgenij Onegin (18–29 febbraio 2020) (Conlon-Carsen)
Turandot (25 marzo‑5 aprile 2020) (Pérez-Ai Weiwei)
Kát'a Kabanová (19–28 aprile 2020) (Robertson-Jones)
Luisa Miller (22–31 maggio 2020) (Abbado-Michieletto)
Messa da requiem (30 maggio 2020) (Myung-Whun Chung) (concertante)
Carmen (13–25 giugno 2020) (de Billy-Sagi)
The Rake's progress (18–29 ottobre 2020) (Gatti-Vick)
Oedipus Rex (23–24 ottobre 2020) (Gatti) (concertante)
La Traviata (3–13 novembre 2020) (Arrivabeni-Coppola)

Balletti :
Il Lago dei cigni (31 dic 2019–6 gennaio 2020)
Serata Jerome Robbins (30 gennaio‑5 febbraio 2020)
Il Corsaro (1–8 marzo 2020)
Suite en blanc, Sérénade, Boléro (6–10 maggio 2020)
Notre-Dame-de-Paris (24 sept‑1°ott.2020)

 

 

Stagione 2019–2020 : Apertura il 10 dicembre con "Les Vêpres siciliennes"

E’ il cammino intrapreso da qualche anno per offrire una visione moderna, diversificata e attraente del grande repertorio classico e contemporaneo a un pubblico sempre più allargato e partecipe. Obiettivo raggiunto grazie ad artisti straordinari, in prima fila il direttore musicale Daniele Gatti.

 

Tredici titoli d’opera e cinque di balletto, attinti al grande patrimonio tradizionale ma anche ai capolavori del nostro tempo. E riletti, interpretati, rappresentati entro una visione nuova, attuale, rivelatrice. E’ quanto promette il cartellone dell’Opera di Roma dal prossimo dicembre al novembre 2020, la lunga stagione che si snoda fra il Teatro Costanzi e la  sede estiva delle Terme di Caracalla. “Stagione in totale continuità con le precedenti”, conferma il Sovrintendente Carlo Fuortes, “ma allungando il passo e lo sguardo verso l’eccellenza musicale, verso gli spettatori, verso la ricerca e la sorpresa”. Un programma ambizioso che, come sottolinea il Direttore artistico Alessio Vlad “per rispondere alla contemporaneità dà spazio anche a nomi emergenti per offrire nuove interpretazioni”.

Daniele Gatti

Sul versante operistico c’è molta attesa per i primi impegni da Direttore musicale di Daniele Gatti che, acclamato più volte sul podio del Costanzi prima della nomina e accolto molto festosamente quando ne fu data comunicazione al pubblico in sala, dirigerà quattro titoli, forte anche della straordinaria intesa che si è creata negli anni scorsi con l’orchestra del teatro e il coro con il suo maestro Roberto Gabbiani. Ma non mancano altri direttori d’eccellenza tra i quali per la prima volta Myung-Whun Chung, Betrand De Billy e David Robertson, mentre il ritorno di James Conlon e di Roberto Abbado segnano momenti particolarmente significativi.

Lo stesso vale per gli artisti della scena, da Robert Carsen a Damiano Michieletto, Emilio Sagi, Denis Krief, Graham Vick ai quali si aggiungono talenti al loro esordio romano. Come pure per i cast dei cantanti, dove a quelli già molto cari al pubblico si alternano altri ancora da scoprire.

Daniele Gatti inaugura (il 10 dicembre, repliche fino al 22) con Les Vêpres siciliennes, la prima opera parigina di Giuseppe Verdi. E’ il suo debutto ufficiale come Direttore Musicale ma anche la sua quarta inaugurazione di seguito al Costanzi e il suo secondo titolo verdiano. La regia è di Valentina Carrasco, che aveva già ideato un'applaudita Carmen di ambientazione messicana per Caracalla.  Le scene portano la celebre firma di Richard Peduzzi, i costumi sono di Luis Carvalho. Nei principali ruoli brillano Roberto Frontali come Guy de Montfort, Michele Pertusi come Procida, Roberta Mantegna che è la duchessa Héléne e John Osborn che è Henri.

In gennaio Gatti torna sul podio per l’ormai consueto appuntamento belcantistico del teatro, quest’anno dedicato a I Capuleti e i Montecchi di Bellini in un nuovo allestimento con la regia, le scene, i costumi e le luci di Denis Krief. La compagnia di canto alterna il Romeo di Anna Goryachova, la Giulietta di Mariangela Sicilia e il Tebaldo di Iván Ayón Rivas a tre altri interpreti mentre affida le parti di Lorenzo e di Capellio a Nicola Ulivieri e Alessio Cacciamani.

James Conlon

Musicalmente e scenicamente raffinato si annuncia, in febbraio, Evgenij Onegin di Cajkovskij guidato dalla bacchetta autorevole di James Conlon con la regia del grande Robert Carsen (che ha chiuso la Stagione 2018–2019 con un meraviglioso allestimento dell'Idomeneo nell'novembre scorso), scene e costumi di Michael Levine, le voci di splendidi interpreti tra i quali spiccano il protagonista Markus Werba, la Tatiana di Maria Bayankina, il Lenskij di Saimir Pirgu e il Gremin di John Relyea. Si tratta d’una produzione di livello internazionale, creata per il Metropolitan di New York dalla Canadian Opera Company.

La Turandot in programma fra marzo e aprile per la direzione di Alejo Pérez punta sulla visione scenica decisamente inedita e originale di un  grande artista poliedrico, il cinese Ai Weiwei che per la prima volta si cimenta in un allestimento teatrale.  Non a caso, però, dato che racconta lui stesso di essersi innamorato del capolavoro pucciniano da giovanissimo, partecipando come comparsa allo spettacolo di Zeffirelli al MET di New York e, da allora, di aver sognato di rappresentare l’immaginario mondo cinese di Gozzi e di Puccini assumendosi regia, scene e costumi. Anche qui la compagnia di canto è eccellente in tutti i ruoli a cominciare dalla Turandot di Anna Pirozzi, dal Calaf di Gregory Kunde e dal Timur di Marco Spotti (ai quali si alternano altre voci per alcune recite), dalla Liù di Francesca Dotto e l’Altoum di Carlo Bossi.

Kát'a Kabanová, regia Richard Jones

In aprile va in scena Kát'a Kabanová di Leoš Janáček, uno dei più importanti drammi musicali del Novecento, ancor oggi fra i più attuali per il contesto sociale in cui si svolge la vicenda della protagonista. Con David Robertson sul podio e cantanti già affermati nei ruoli di quest’opera, è presentato in coproduzione con il Covent Garden di Londra e in un allestimento che ha vinto il prestigioso Olivier Award. La regia è di Richard Jones, le scene e i costumi sono di Antony McDonald.

Luisa Miller (Regia Damiano Michieletto)

Il cartellone di maggio è interamente verdiano. Dapprima con Luisa Miller, in collaborazione con l’Opera di Zurigo, affidata a Roberto Abbado che ne ha dato un’esecuzione esemplare di recente a Parma per il Festival Verdi del quale è direttore musicale. E che qui si avvale di una regia come sempre anticonvenzionale di Damiano Michieletto e di grandi cantanti quali Riccardo Zanellato e Daniela Barcellona a fianco della squisita protagonista Roberta Mantegna. Fra loro va segnalato il giovane e talentuoso baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat che debutta nel ruolo di Miller. Mentre alla fine del mese si presenta per la prima volta a capo dell’orchestra dell’Opera uno dei più celebri e amati direttori dei nostri giorni, Myung-Whun Chung, per dirigere nella Messa da Requiem di Verdi quattro ammirevoli voci : Carmen Giannattasio, Daniela Barcellona, Saimir Pirgu e Roberto Tagliavini.

Myung-Whun Chung

Esordiente di lusso all’Opera romana è anche Bertrand de Billy, chiamato per dirigere la bella Carmen messa in scena nel 2012 da Emilio Sagi e ora rinnovata con nuovi costumi creati da Fendi. Prosegue così la collaborazione con le grandi firme della moda, dopo quella con Valentino per La Traviata e quelle con la Maison Dior e con Jean Paul Gaultier per due spettacoli di balletto. Nei ruoli di Carmen e di Josè tornano Veronica Simeoni e Pavel Cernoch, Micaela è Maria Grazia Schiavo ed Escamillo Vitaliy Bilyy

Ma sono previsti anche altri interpreti in seconda battuta.

Evento di spicco assoluto è l’accostamento, in ottobre, di due opere di Stravinskij del suo periodo neoclassico, entrambe per la direzione di Daniele Gatti : Rake’s Progress in un nuovo allestimento che porta la firma di uno dei registi più inventivi di oggi, Grahan Vick, con interpreti affascinanti quali Juan Francisco Gatell, Chen Reiss, Markus Werba ; e l’oratorio Oedipus Rex che alle voci di Brendan Gunnel, Ekaterina Semenchuk, Alex Esposito e Andrea Mastroni aggiunge quella di Massimo Popolizio grande attore e narratore.

Il cartellone operistico, com’è diventata ormai consuetudine per rispondere alle richieste del pubblico, si completa con la ripresa di due produzioni del teatro di particolare successo : in dicembre 2019 Tosca nella versione 1900 della prima assoluta dell’opera, curata da Alessandro Talevi e diretta da Pier Giorgio Morandi ; e in novembre 2020 Traviata con la regia di Sofia Coppola e costumi di Valentino, diretta da Paolo Arrivabeni.

E' già stato anticipato il titolo d'apertura della Stagione 2020–2021 : La Clemenza di Tito diretta da Gatti. Quanto a quella estiva di Caracalla 2020 (cui dedicheremo un articolo a suo tempo) prevede Aida, Il barbiere di Siviglia e La vedova allegra.

 

La Stagione di Balletto

Anche il programma della Danza, come quello della Lirica, prosegue sul cammino felicemente avviato da qualche anno. Puntando alla crescita degli artisti sotto la guida di Eleonora Abbagnato, già étoile dell'Opéra di Parigi e da quattro anni Direttrice del balletto al Costanzi, e a una scelta interessante di proposte, estese dal repertorio storico alle novità ma sempre firmate da grandi coreografi. Dopo Jiri Kylian, William Forsythe, Angelin Preljocai per citare solo alcuni nomi apparsi di recente, altri non meno importanti svettano nei sei spettacoli del nuovo cartellone. A cominciare dalla ripresa, il 31 dicembre, de Il lago dei cigni nella recente visione di Benjamin Pech, che dà un più forte movimento drammatico alla fiaba romantica e accentua i suoi colori simbolici grazie anche alle magiche scenografie di Aldo Buti e alle sapienti luci di Vinicio Cheli.

Seguirà una Serata Robbins che celebra il grande innovatore della danza con tre sue creazioni storiche, accompagnate da Carlo Donadio sul podio : Glass Pieces, In the Night e The Concert. La prima, con le scene dello stesso Robbins e i costumi di Roland Bates, impegna ben quaranta danzatori. La seconda è interpretata da tre coppie sulle note dei Notturni di Chopin e, al centro del momento più intenso, da Eleonora Abbagnato. L’ultima, con le scene di Saul Steinberg e i costumi di Irene Sharaff, coinvolge gli spettatori nel suo clima divertente e venato di fine umorismo.

In febbraio debutta Il Corsaro di Carlo Martinez, nuova produzione del Teatro dell’Opera con un allestimento di Francesco Zito, le  luci di Vinicio Cheli, la direzione d’orchestra di Alexei Baklan. Promette una versione vivace e attraente del celebre balletto, libera dalle aggiunte fatte nel tempo.

Serenade

In maggio è previsto un trittico irresistibile dedicato a tre sommi Maestri : comprende Suite en blanc, capolavoro in stile neoclassico di George Balanchine nato nel 1943 all’Opéra di Parigi, nel quale si esibirà ancora Eleonora Abbagnato ; Serenade di Serge Lifar, altro spettacolo storico lanciato in America nel 1934 ; e Bolero, che è invece creazione recente di Krzysztof Pastor il quale, pur riallacciandosi a un titolo da sempre icona della danza, gli ha dato forme differenti da quelle tradizionali affidando l’interpretazione non a una singola star ma a una coppia sempre in stretto rapporto con il corpo di ballo. L’orchestra è diretta da Facal Karoui.
La Stagione si conclude con la celeberrima creazione di Roland Petit Notre Dame de Paris, realizzata nel 1965 all’Opéra parigina (qui ripresa da Luigi Bonino) che fece epoca per la moderna e stupefacente evocazione scenica del popolare romanzo di Victor Hugo. Riunendo collaboratori d’eccezione come lo scenografo René Allio, Yves Saint-Laurent per i costumi e il compositore Maurice Jarre. Con Louis Lohraseb sul podio, il corpo di ballo dell’Opera e numerosi solisti sono particolarmente impegnati in questa prova di spettacolo totale.

Sono confermate le numerose iniziative collaterali agli spettacoli, dalle Anteprime giovani, sempre affollatissime,  all'OperaCamion che porta nuovi titoli nelle piazze di Roma e del Lazio, il progetto FabbricaYoung Artist per il lancio di nuovi talenti, la Scuola di Canto Corale e la Scuola di Danza per i giovanissimi.

 

Luciana Fusi
LUCIANA FUSI è nata e residente a Milano. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, è giornalista professionista. Ha lavorato in diversi periodici Mondadori e Rizzoli, prevalentemente nel settore Cultura e Spettacolo con funzioni di caporedattore. Contemporaneamente, ha collaborato con riviste musicali tra cui Discoteca, Musica, Amadeus, Opéra International e, tuttora, Suonare News. E' stata capo ufficio-stampa del Teatro Comunale di Bologna, del Teatro alla Scala e dell'orchestra Mozart di Claudio Abbado.
Crediti foto : © Silvia Lelli (Sala teatro dell'opera , titolo e Myung-Whun Chung)
© Cosimo Manicone (Daniele Gatti)
© OSNRai (James Conlon)
© Clive Barda (Kabanová)
© Danielle Liniger (Luisa Miller)
© Yasuko Kageyama (Serenade)

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